Quali sono gli effetti delle separazioni difficili sui figli?

Quando l’amore tra i due genitori finisce e si decide di separarsi, per il bambino è un momento complicato e spesso particolarmente doloroso.
Molto dipende da come verrà gestita dalla coppia genitoriale, dal grado di conflittualità tra i due genitori: più i conflitti saranno frequenti e contraddistinti da aggressività verbale e/o fisica, maggiore sarà la sofferenza del figlio.
Angoscia che aumenterà ulteriormente se un genitore sparisce o se, al contrario, userà il proprio figlio per ferire l’altro genitore.
Quali sono gli effetti di una separazione e/o di un divorzio nei bambini nelle diverse fasi di vita?
Se la separazione e/o il divorzio sopraggiunge in gravidanza e la futura mamma è “invischiata” in tensioni relative alla separazione, il neonato, alla nascita, potrebbe essere più sensibile e reattivo agli stimoli ambientali e potrebbe soffrire di coliche gassose e di disturbi psicosomatici.
A 6 mesi, un bambino, non ha la capacità di comprendere il significato del divorzio ma solo della mancanza di cure. E’ fondamentale, dunque, che si risponda ai suoi bisogni in maniera adeguata sintonizzandosi alle sue richieste.
Dopo l’anno, il bambino inizia a risentire dell’assenza del genitore che se ne va, spesso il papà, soprattutto se avviene senza spiegazioni e in maniera drammatica.
Può accadere allora che il bambino abbia paura di perdere il genitore, sperimentando una forte ansia da separazione.
Dai 3 ai 6 anni, così come dai 6 ai 10 anni il bambino dovrà affrontare la separazione in una fase critica della sua vita, ricca di sfide evolutive; tuttavia se avviene senza traumi, non vi è un periodo durante il quale è più vulnerabile al divorzio.
Viceversa, se la separazione dovesse essere lunga e gravosa il figlio potrebbe sperimentare forti sensi di colpa, sentimenti di impotenza, sensazione di essere tradito, depressione, collera e perdita di autostima.
Dopo i 10 anni, solitamente, i ragazzi sono più sensibili alla separazione dei genitori, si può avere la sensazione di esser rifiutati. E se mal gestito, il ragazzo può andar incontro a un’importante instabilità affettiva (aggressività e vendetta) difficoltà nella costruzione di legami affettivi e di relazioni significative. Da non sottovalutare anche le difficoltà scolastiche e i disturbi dell’alimentazione.
In adolescenza, è molto arduo valutare se le difficoltà sono proprie di questo periodo o se invece sono la conseguenza della separazione. Ad ogni modo, se l’adolescente ha avuto un’infanzia serena, contraddistinta da stabilità affettiva, accetta la separazione dei genitori, in quanto è una soluzione ragionevole al benessere sia dei genitori stessi sia del proprio.
Nel caso di un divorzio difficile può venir meno, nell’ adolescente la progettualità, mostrando una scarsa capacità di instaurare relazioni affettive; potrebbe inoltre manifestare depressione, collera, sensazione di essere traditi, bassa autostima, ricerca di partner più adulti.
Significa, allora, che conviene rimanere insieme e continuare un’unione non riuscita per il bene dei figli, passando sopra ai problemi della coppia?
Credo che non sia compito dei figli tenere insieme la coppia. Anzi, i figli soffrirebbero molto di più se i due genitori decidessero di rimanere insieme per il loro bene.
Vivere in case dove si respira un clima ostile e dove le relazioni sono conflittuali fa soffrire di più.
E’ opportuno che la decisione sul continuare a stare insieme o meno, venga presa autonomamente senza coinvolgere e tirar dentro i figli. Questo sia per il loro bene che per quello dei genitori.

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