Derive perverse (2006)

SOMMARIO: La rapida evoluzione che i servizi di aiuto psicologico e sociale hanno avuto di recente nel mondo ha portato alla nascita di nuove figure di operatori volontari e professionali. Ciò è senza dubbio un bene se si considera la maggiore varietà di ruoli e di strutture proposti per la soddisfazione di bisogni sempre più ampi e diversificati. Allo stesso tempo, tuttavia, tale fenomeno va mostrando un grave limite strutturale. Il limite riguarda la formazione degli operatori e il grado di attendibilità che la loro personalità esprime in rapporto alla gestione dei bisogni degli utenti. Per un verso, la spontaneità delle iniziative non professionali denota tratti di mero spontaneismo; per l’altro, la diffusione mediatica della cultura psicologica dà luogo a fenomeni di mercantilismo; sicché accade sempre più spesso che il ruolo operativo sia occupato da individui con disturbi di tipo narcisistico, abili nel presentarsi bene e nel figurare come adatti al ruolo, ma in realtà mossi da bisogni patologici di carattere simbiotico e parassitario. L’articolo denuncia al legislatore la necessità di dare regole al fenomeno, e chiede allo psicologo professionale di fornire una corretta valutazione del fenomeno in atto.

di Ghezzani Nicola

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