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  Consenso informato e Legge sulla privacy
(A cura del Dr. Riccardo Capozzi)

Per quanto riguarda il consenso informato al trattamento dei dati personali dobbiamo considerare che ogni attività svolta dallo psicologo, sia clinica che non, prevede almeno la registrazione dei dati personali. Inoltre la maggioranza delle prestazioni professionali in campo psicologico implicano la raccolta di dati sensibili quali quelli sulla vita psichica, affettiva o sessuale delle persone. Questo comporta che per la nostra professione costituisce un obbligo l’applicazione del Codice in Materia di Protezione dei Dati - D.Lgs n. 196 del 30/6/2003 in vigore dal 1° gennaio 2004 e succ. mod. - (questa normativa ha abrogato la precedente Legge 675/96). Il Codice, comunemente noto come Legge sulla privacy, è un insieme di norme per la tutela della persona, e disciplina il trattamento dei dati personali considerandoli proprietà inalienabile dell’individuo.

Agli psicologi, così come ad altri professionisti del settore sanitario, è consentito trattare questi dati senza richiedere l’autorizzazione al Garante, ad eccezione dei casi dove vengono gestite ampie banche dati come nella selezione del personale, la condizione è che vengano osservate precise misure a tutela dell’anonimato. La Legge sulla privacy si applica dal momento della raccolta di dati sia personali sia sensibili, sottoponendo al cliente/paziente un modulo di consenso informato che, dopo averlo letto e compreso nel dettaglio, può firmarlo. L'originale firmato resta al professionista mentre una copia, per correttezza, va rilasciata alla persona interessata.

  Da notare come la Legge sulla privacy vada ad integrarsi con il segreto professionale offrendo un'ampia copertura in termini di riservatezza. Infatti mentre la privacy riguarda la regolamentazione delle modalità di raccolta, elaborazione e conservazione non solo dei dati personali e sensibili, ma di tutti i dati del cliente/paziente, anche quelli insignificanti dal punto di vista della segretezza; il segreto professionale, invece, riguarda l’obbligo, indicato ampiamente dal nostro Codice Deontologico (Artt. dall'11 al 17) di tutelare l’intimità della relazione professionale ed, in particolare, quelle informazioni molto personali e riservate che il cliente/paziente vuole che rimangano all'interno del rapporto professionale. Così per via del combinato disposto di queste due normative possiamo concludere che ogni informazione ricevuta nell'ambito dell'esercizio dell'attività di psicologo va adeguatamente protetta e ben conservata ed inoltre per almeno cinque anni (art.17 C.D.).

 
Consenso informato e Psicoterapia

Prima di parlare del consenso informato alla psicoterapia dobbiamo prima di tutto considerare, partendo dall' Art. 13 della Costituzione, che: "La libertà personale è inviolabile" e poi come l'Art. 32 aggiunge che: "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge", regola ribadita dall'articolo I della Legge 13 maggio 1978 nr. 180, nonché, più in generale, dall'articolo 34 della Legge 23 dicembre 1978 nr. 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Quindi dal disposto degli Artt. 13 e 32 della Costituzione ne consegue che al centro della attività clinica della professione di psicologo vi è il principio del consenso, il quale esprime una precisa scelta di valore nel modo di concepire il rapporto con il cliente/paziente, nel senso che detto rapporto risulta fondato prima sui diritti del cliente/paziente e poi sui doveri dello psicologo. Sono perciò da ritenere illegittimi i trattamenti psicoterapeutici extra-consensuali, non sussistendo un “dovere di curarsi” (se non nei definiti limiti di cui all’Art. 32 comma 2 Cost.).

Fatte queste dovute premesse quello che conta nel rapporto psicoterapeutico con il cliente/paziente è dunque il consenso informato, ossia l'adesione volontaria e consapevole alla terapia proposta, previa informazione circa i suoi costi e i benefici e le sue concrete modalità e tempi di svolgimento. A tale proposito il nostro Codice Deontologico all'Art. 24 precisa come:"Lo psicologo, nella fase iniziale del rapporto professionale, fornisce all’individuo, al gruppo, all’istituzione o alla comunità, siano essi utenti o committenti, informazioni adeguate e comprensibili circa le sue prestazioni, le finalità e le modalità delle stesse, nonché circa il grado e i limiti giuridici della riservatezza. Pertanto, opera in modo che chi ne ha diritto possa esprimere un consenso informato. Se la prestazione professionale ha carattere di continuità nel tempo, dovrà esserne indicata, ove possibile, la prevedibile durata". Va ben compreso, poi come l'obbligo di ottenere il consenso informato del cliente/paziente è del tutto autonomo rispetto alla riuscita della terapia, e perciò lo psicologo, che abbia omesso di raccogliere il consenso informato, incorre in responsabilità anche se la prestazione sanitaria viene eseguita correttamente (sentenza nr. 6464, emessa dalla Corte di Cassazione l'8 luglio 1994).

E' da precisare, d'altra parte, come anche il consenso incontra dei limiti in quanto, nonostante il consenso ottenuto, l’intervento psicoterapeutico risulta illecito quando viola "i limiti imposti dal rispetto della persona umana" (Art. 32 comma 2 Cost.). Principio questo ribadito dal nostro Codice Deontologico dove all'Art. 4 afferma che:" lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnìa, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità".

In conclusione affinché il consenso informato alla psicoterapia, sia legittimamente espresso deve essere reso personalmente e in modo consapevole, meglio se per iscritto in modo da non far incorrere il cliente/paziente in errori di comprensione o di memoria, e da consentire allo psicologo di poter dimostrare di aver dato le informazioni necessarie e sufficienti. Anche in questo caso l'originale firmato resta al professionista mentre una copia, per correttezza, va rilasciata alla persona.



In questa pagina vengono presentati due modelli di consenso informato scaricabili liberamente: il primo riguarda il trattamento dei dati personali, mentre il secondo la psicoterapia. Per entrambi, poi, è stata predisposta una utility che consente una personalizzazione on line dei due modelli.

1. modello di consenso informato per il trattamento dati personali (documento in Word)

2. modello di consenso informato per la psicoterapia (documento in Word)